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Passeggiate e Trekking

Passeggiate e Trekking

La passeggiata in aperta campagna, fuori dagli spazi ristretti del maneggio, costituisce una piacevole escursione sia per il cavaliere che per il cavallo, ad eccezione degli esemplari più nervosi, poco amanti delle novità.

Il trekking a cavallo può essere un’esperienza veramente fantastica, che trasmette pienamente il senso di contatto e sintonia con la natura.

Perché la passeggiata a cavallo non si trasformi in una esperienza da dimenticare, è bene prima di tutto informarsi delle condizioni meteorologiche previste.

L’altra regola fondamentale prevede che un cavaliere poco esperto non si avventuri in solitaria fuori dai confini sicuri del maneggio.

Cose da Sapere

  • Ogni cavaliere abbastanza pratico conosce l’andatura migliore per evitare di affaticare eccessivamente il proprio cavallo, ma sarebbe consigliabile non lanciarlo al galoppo per lunghi tratti sabbiosi o su strade asfaltate: il rispetto per il proprio cavallo deve essere sempre in primo piano, anche nel caso di semplici e rilassanti passeggiate.
  • È bene che il cavaliere sappia quali strade è possibile o meno percorrere a cavallo. Molti grandi proprietari terrieri rilasciano permessi speciali per l’attraversamento di boschi o foreste eventualmente presenti all’interno dei confini delle loro proprietà.
  • Il rispetto del galateo da parte del cavaliere eviterà problemi e brutte figure: è preferibile non cavalcare troppo vicino ad un altro cavallo, in quanto potrebbe innervosirsi e scalciare; segno di cortesia è inoltre attendere uno dei cavalieri sceso dal proprio cavallo. Per garantire la sicurezza, prima di superare chi vi precede è bene comunicare le proprie intenzioni. Regole semplici, improntate al buon senso, ma di straordinaria grande efficacia.
  • Sarebbe molto saggio anche dotarsi di un’assicurazione che preveda il danno contro terzi, soprattutto nel caso in cui si frequentino strade molto trafficate o sentieri di proprietà privata.
  • Occorre mettere in preventivo anche la necessità di superare ostacoli naturali, quali i corsi d’acqua – della cui profondità è bene accertarsi prima di guadarli – o salite e discese particolarmente ripide.
  • Da ricordare è che sulla strada il cavaliere è tenuto ad osservare le regole del codice stradale e a tener conto della segnaletica, procedendo sempre a destra e dotandosi di un sistema di illuminazione appropriato e di indumenti ed elementi catarifrangenti nel caso in cui si circoli di notte.
  • Le soste, soprattutto per tragitti lunghi e abbastanza faticosi, devono essere frequenti, per permettere al cavallo di recuperare le proprie forze.
  • Se sudato, il cavallo va asciugato e in caso di vento molto forte, posizionato con i quarti posteriori più esposti.
  • Sempre maggiormente diffuse oggi sono le vacanze a cavallo, organizzate da associazioni che forniscono ai partecipanti l’equipaggiamento e il cavallo stesso, della cui cura sono diretti responsabili i viaggiatori.
  • Se si decide di organizzare autonomamente un’uscita di qualche giorno, è meglio preparare fisicamente il cavallo nelle settimane precedenti, progettare un percorso, prevederne i tempi di percorrenza, saggiare le condizioni dei finimenti e far ferrare il cavallo almeno una settimana prima della data di partenza prevista.
  • Durante il viaggio il cavallo avrà spesso la necessità di bere e sarà compito del cavaliere fare in modo che i corsi d’acqua siano previsti durante il percorso progettato.
  • Smontare periodicamente da cavallo e procedere a piedi al suo fianco permetterà di farlo riposare.
  • Per la notte è necessario sapere in anticipo se esiste per il cavallo la possibilità di trascorrerla in un locale chiuso o in una stalla, dove dovrà esserci in abbondanza foraggio di buona qualità.

 

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