Il Cavallo – Cavalli.it https://www.cavalli.it Thu, 30 May 2013 00:03:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.7 L’Amicizia tra Due Cavalli https://www.cavalli.it/il_cavallo/socializzazione/l_amicizia_tra_due_cavalli Sun, 21 Oct 2012 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=91 Accade spesso all’interno di un branco che si sviluppino legami molto stretti tra coppie di cavalli, indipendentemente dal loro sesso. Si tratta di relazioni facilmente riconoscibili, in quanto sono cavalli che tendono a rimanere sempre in vista, stazionando spesso a cortissima distanza l’uno dall’altro. Tali legami formano una sorta di micro-branchi all’interno del branco, contribuendo ...

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Accade spesso all’interno di un branco che si sviluppino legami molto stretti tra coppie di cavalli, indipendentemente dal loro sesso.

Si tratta di relazioni facilmente riconoscibili, in quanto sono cavalli che tendono a rimanere sempre in vista, stazionando spesso a cortissima distanza l’uno dall’altro.

Tali legami formano una sorta di micro-branchi all’interno del branco, contribuendo in questo modo a far sì che il branco complessivo risulti ancor più coeso, grazie proprio alla serie di “legami a due” che caratterizzano molti dei suoi membri.

Si tratta quindi di vere e proprie relazioni di “amicizia”, che garantiscono supporto e reciproca protezione all’interno del branco.

Introdurre un Cavallo in un Branco già Formato

Il rapporto di “amicizia” che si sviluppa naturalmente tra due cavalli, torna molto utile anche in cattività.

Se dobbiamo ad esempio introdurre un nuovo soggetto all’interno di un branco già formato, la cosa potrebbe non presentarsi così semplice.

Gli scontri a cui sarebbe soggetto il nuovo arrivato prima di stabilire con chiarezza i propri rapporti di forza con gli altri membri del branco potrebbero essere infatti troppi da sopportare senza traumi.

Ecco che in questo caso il “rapporto a due” che si sviluppa tra cavalli può tornarci utile.

E’ sufficiente prelevare un soggetto gerarchicamente di alto livello dal branco e metterlo per qualche settimana in un recinto da solo con il nuovo arrivato.

In questo modo tra i due cavalli si svilupperà un legame di “amicizia” a due, capace di resistere anche quando i due cavalli verranno re-immessi nel branco.

In questo modo il cavallo nuovo godrà della protezione del cavallo che faceva già parte del branco, facendo sì che gli scontri siano molti meno e che il nuovo arrivato abbia tutto il tempo di integrarsi nel branco definendo gradualmente i vari rapporti di dominanza o sottomissione.

Il Rapporto con l’Uomo: una Socializzazione Modificata

Il cavallo è in grado di sviluppare rapporti di “amicizia” anche con l’uomo, e persino con animali di altre specie.

Il cavallo, attraverso una millenaria selezione delle razze, è stato infatti plasmato in favore del rapporto con l’uomo.

Ecco che quindi non solo sono state selezionate le caratteristiche fisiche (il cavallo è molto più forte e grande di un tempo), ma anche quelle sociali.

Nella selezione dei cavalli da millenni si privilegiano quegli animali che sono in grado di interagire ottimamente con l’uomo.

Si sono quindi via via selezionate sempre più le doti di quei cavalli in grado di socializzare al meglio “inter-specie”, soprattutto con l’uomo.

Ecco che potenziare sempre di più queste doti nei cavalli ha fatto sì che oggi non sia inusuale che un cavallo possa stringere anche ottimi rapporti di “amicizia” con altri animali, come cani, capre, e molte altre tipologie ancora.

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Le Relazioni Sociali del Cavallo: Il Branco https://www.cavalli.it/il_cavallo/socializzazione/le_relazioni_sociali_del_cavallo_il_branco Fri, 17 Aug 2012 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=90 Che il cavallo sia un animale da branco è risaputo. Tuttavia sono poche le persone che realmente comprendono cosa ciò significhi, e quali privazioni comporti per un cavallo l’essere isolato o separato dai suoi simili. Il Branco Il cavallo allo stato brado tende ad associarsi a suoi simili e a costituire branchi. La vita in ...

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Che il cavallo sia un animale da branco è risaputo.

Tuttavia sono poche le persone che realmente comprendono cosa ciò significhi, e quali privazioni comporti per un cavallo l’essere isolato o separato dai suoi simili.

Il Branco

Il cavallo allo stato brado tende ad associarsi a suoi simili e a costituire branchi.

La vita in branco comporta seguire precise regole di vita, che sono fondamentali per assicurare la sicurezza, la stabilità, e la sopravvivenza del branco stesso.

La piccola società che si crea all’interno di un branco non è assolutamente paritaria.

Esiste invece una ben precisa gerarchia sociale, con un leader, e dove i soggetti più grandi, forti, e anziani dominano gerarchicamente gli altri soggetti.

Le dinamiche sociali di un branco di cavalli sono molto simili a quelle umane.

Anche tra i cavalli, i puledri tendono a stare insieme tra di loro (al pari dei nostri teenager).

Come pure si sviluppano relazioni a due, molto simili alla nostra “amicizia”, che non sono assolutamente legate a motivazioni sessuali.

Relazioni Sociali Ben Definite

La gerarchia del branco si determina anche tramite scontri e conflitti.

Tuttavia, una volta stabilite le rispettive posizioni di forza, non è più necessario che queste prove di forza vengano costantemente ripetute.

All’interno del branco si generano quindi una serie di precisi rapporti di dominanza, anche molto complessi, che sono ben chiari a tutti gli appartenenti al branco.

Si genera quindi una sorta di società, di cui tutti conoscono le regole, che garantisce la stabilità e la coesione del branco, che in questo modo può dedicarsi alle sue attività , come alimentarsi e spostarsi verso nuovi pascoli o fonti d’acqua.

Il branco tende quindi a presentare un numero limitato di conflitti interni, a patto che goda di spazi adeguati, poiché la vicinanza troppo stretta di un soggetto dominato viene spesso percepita come una provocazione e messa in discussione della posizione di leadership.

Problematiche della Vita con l’Uomo

Con l’addomesticamento del cavallo si sono incrementati i conflitti tra i componenti di un branco.

Il motivo è presto spiegato: gli spazi ristretti, ed il cibo somministrato in spazi ancor più ristretti.

Se in una radura un cavallo subordinato brucherà a debita da un cavallo dominante, ciò non è possibile all’interno di un recinto, soprattutto se il cibo non è diffuso ma è all’interno di una sola mangiatoia.

Ecco come quindi anche in questo caso la responsabilità di eventuali litigiosità non sia assolutamente degli animali, quanto dell’uomo, che si ostina a non comprendere i normali meccanismi sociali del cavallo.

E si tratta di un punto nodale, che può fare la differenza tra un cavallo depresso o felice.

In un recinto si tende infatti a tenere separati soggetti che hanno mostrato litigiosità tra di loro.

Tuttavia si ignora come una litigiosità iniziale sia normale, e svanirà una volta stabiliti i rapporti di forza.

Oppure si ignora come la litigiosità potrebbe essere eliminata suddividendo il cibo tra diverse mangiatoie, tenute a debita distanza.

Può sembrare una cosa da poco, ma separare un animale nato per vivere in branco dai suoi simili gli provoca un enorme stress.

Con un minimo di attenzione è quindi possibile lasciar interagire liberamente i cavalli tra di loro (con i dovuto spazi), in modo che vivano felici secondo le regole con cui la natura li ha creati.

Spesso invece errori umani, e scarsa consapevolezza della natura equina, portano a cavalli che sono l’equivalente dei nostri carcerati, obbligati all’isolamento anche quando se ne potrebbe fare decisamente a meno.

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I Cavalli ed il Gioco https://www.cavalli.it/il_cavallo/socializzazione/i_cavalli_ed_il_gioco Wed, 06 Jun 2012 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=89 Il cavallo inizia a giocare fin dalla prima settimana di vita. La prima forma di gioco sono piccoli morsi agli arti e alla criniera della madre, ma vi sono tutta una serie di altre attività che rientrano nell’ambito del gioco. I puledri più fortunati sono quelli che nascono in un branco, potendo quindi avere occasione ...

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Il cavallo inizia a giocare fin dalla prima settimana di vita.

La prima forma di gioco sono piccoli morsi agli arti e alla criniera della madre, ma vi sono tutta una serie di altre attività che rientrano nell’ambito del gioco.

I puledri più fortunati sono quelli che nascono in un branco, potendo quindi avere occasione di socializzare e giocare con dei loro coetanei.

Un giovane puledro che ha l’opportunità di giocare con altri puledri sarà un cavallo adulto più forte, più sano, e più stabile psicologicamente.

Il gioco infatti è molto più importante di quanto si possa pensare.

Anche i Cavalli Adulti Continuano a Giocare

Con la crescita del cavallo il tempo dedicato al gioco diventa sempre minore, al pari di quanto accade anche per l’uomo.

Brucare l’erba e le attività tipiche dell’età adulta tolgono molto dello spazio che prima veniva dedicato al gioco.

In fondo ormai si sono già appresi tutti quei comportamenti basilari per la vita in branco e per la sopravvivenza, che si imparano proprio attraverso il gioco.

Tuttavia il gioco non scompare di certo, è solo il tempo ad esso dedicato che è considerevolmente minore, in favore di altre attività.

Il Gioco nei Cavalli Addomesticati

L’uomo impiega il cavallo per svariate attività, da quelle più semplici a quelle agonistiche.

E’ molto probabile che il cavallo addomesticato abbia sostituito gran parte del tempo dedicato al gioco con le attività che svolge assieme all’uomo.

In fin dei conti le passeggiate, il trainare carrozze, o il compiere percorsi nel minor tempo possibile, sono tutte attività che assolvono le stesse funzioni del gioco, cioè mantenere reattivo ed in forma il cavallo.

In tempi di grande interesse animalista per il benessere del cavallo questa non può essere altro che un’ottima notizia.

Se infatti le attività sportive con l’uomo hanno sostituito il gioco, è più che probabile il cavallo ne ricavi piacere esattamente come ne ricava durante le naturali attività di gioco tipiche della sua specie.

Fate Giocare il Vostro Cavallo

In tempi recenti si sta riconsiderando cosa determini i vizi di stalla ed un cattivo stato d’animo nel cavallo.

Sono in molti oggi a pensare che non siano solo gli spazi a disposizione e le condizioni di stabulazione a fare la felicità di un cavallo.

Un ruolo importante giocano infatti gli stimoli che vengono dati al cavallo.

Dare sempre nuovi stimoli ad un cavallo ne preserverà il benessere fisico, ma soprattutto il benessere mentale, rendendolo un animale felice.

Ove possibile il cavallo andrà lasciato libero di interagire con i suoi simili, senza preoccuparsi troppo di eventuali scaramucce iniziali.

Nelle attività quotidiane invece è bene ricercare sempre nuovi modi per solleticare la tendenza al gioco del cavallo.

Nuovi percorsi e nuove attività stimolanti non solo non annoiano il cavaliere, ma fanno la felicità del cavallo.

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Importanza del Gioco per il Cavallo https://www.cavalli.it/il_cavallo/socializzazione/importanza_del_gioco_per_il_cavallo Fri, 23 Mar 2012 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=88 Il Gioco come Allenamento Per il cavallo il gioco non è altro che la simulazione di comportamenti tipici della vita adulta. I giovani puledri si divertono infatti a spiccare salti, a rincorrersi, a lottare tra di loro, a montarsi, e così via. La differenza nei comportamenti tenuti durante il gioco è lo stato d’animo del ...

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Il Gioco come Allenamento

Per il cavallo il gioco non è altro che la simulazione di comportamenti tipici della vita adulta.

I giovani puledri si divertono infatti a spiccare salti, a rincorrersi, a lottare tra di loro, a montarsi, e così via.

La differenza nei comportamenti tenuti durante il gioco è lo stato d’animo del cavallo, che sarà sempre sereno e felice.

Nel gioco si inscenano ad esempio fughe precipitose, o vigorose lotte, ma lo stato d’animo non sarà mai la paura o la rabbia, come nel caso di fughe o lotte reali.

E’ facile quindi capire quale sia la primaria funzione del gioco: allenare il puledro a quei comportamenti che nella vita adulta saranno determinanti per la sua possibilità di procreazione e soprattutto di sopravvivenza.

Il Gioco per Crescere Sani

Se volete che il vostro cavallo diventi un campione lasciatelo giocare!

Molti padroni di giovani puledri sono restii a far giocare liberamente il proprio puledro con altri cavalli, temendo che si faccia male.

Va ricordato che nel gioco i cavalli sono molto attenti a non procurarsi ferite serie e a non oltrepassare mai una certa soglia.

Tuttavia per noi – così apprensivi verso il nostro piccolo puledro – un morso od un colpo ricevuto possono sembrare traumi gratuiti.

Ma non dimentichiamo che sono proprio queste esperienze che faranno crescere il nostro cavallo forte e sano, e che vietare al puledro di fare queste esperienze va in realtà contro il naturale processo di crescita.

Un puledro che gioca liberamente si allena ad essere reattivo, fa crescere la propria muscolatura nel migliore dei modi, allena forza e resistenza, ed impara a socializzare con gli altri cavalli nel modo corretto.

Qualche graffio e qualche piccola ferita da puledri sono quindi il passaggio per evitare problemi molto più importanti in età adulta.

Il Gioco per Socializzare

Il cavallo è un animale da branco: l’aspetto della socializzazione è quindi fondamentale.

E’ proprio col gioco che il cavallo comincia a socializzare con i suoi simili.

Le lotte fatte da puledri permettono sia di provare i reciproci livelli di forza, sia di stringere forti legami che non di rado rimangono ben saldi anche in età adulta.

Per il cavallo il gioco è quindi la via che la natura ha scelto per iniziare a farlo socializzare e per fargli imparare a comprendere i ruoli all’interno del gruppo.

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Gusto del Cavallo https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/gusto_del_cavallo Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=69 Il gusto è un senso fondamentale per tutti gli animali. Permette innanzitutto di non ingerire alimenti velenosi, e di poter discernere gli alimenti in base ai loro componenti nutritivi. I cavalli dispongono di papille gustative disseminate su tutta la regione della lingua, ed anche all’interno della bocca. Per quanto riguarda il cavallo si può tranquillamente ...

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Il gusto è un senso fondamentale per tutti gli animali.

Permette innanzitutto di non ingerire alimenti velenosi, e di poter discernere gli alimenti in base ai loro componenti nutritivi.

I cavalli dispongono di papille gustative disseminate su tutta la regione della lingua, ed anche all’interno della bocca.

Per quanto riguarda il cavallo si può tranquillamente affermare che il gusto rappresenta una discriminante essenziale per la vita di tutti i giorni; infatti, tramite esso, gli equini riescono a regolarsi circa le sostanze da ingerire o non ingerire, evitando ad esempio quelle nocive e dosando il ricorso a sostanze importanti come il sodio, contenuto nel sale.

Il cavallo ha necessità infatti di integrare la sua dieta con il sale.

La sensibilità della sua lingua per questo elemento è per questo motivo molto elevata e gli permette di riconoscere gli alimenti più ricchi si sale in modo da potersi regolare per raggiungere la dose giornaliera ideale di sodio.

Cibi che Causano Malessere

Il gusto del cavallo permette anche di evitare di ingerire cibi non ben conosciuti che in precedenza abbiano causato malessere.

Indipendentemente dal fatto che il cibo incriminato fosse o meno realmente responsabile del malessere, sarà molto difficile e laborioso far riabituare il cavallo a quel determinato sapore.

Similitudini con l’Uomo

Nell’uomo si distinguono quattro modalità sensoriali: l’acido, il dolce, il salato, e l’amaro.

Per i cavalli è lo stesso, anche se con alcune varianti.

Alcune ricerche condotte sulle preferenze alimentari dei puledri, che hanno avuto luogo alla fine del 1970, hanno dimostrato che i cavalli hanno una minor sensibilità all’amaro rispetto all’uomo.

Durante questi test sono stati utilizzati dei puledri per non avere dei soggetti già condizionati da ben precise abitudini alimentari.

Si è proceduto quindi offrendo ai cavalli acqua in cui erano stati preventivamente addizionati aromi in varie concentrazioni.

Si è potuto così constatare come gli animali abbiano bevuto acqua addizionata con sostanze con sapore amaro in così elevate concentrazioni che sarebbe stata sicuramente non accettabile per l’uomo.

La sensibilità al dolce nel cavallo è invece molto spiccata.

Il cavallo riesce infatti a distinguere lo zucchero disciolto in acqua anche in basse concentrazioni.

Questo fattore può tornare molto utile in diversi frangenti, infatti essendo il cavallo attratto dalle sostanze dolci, si può sfruttare questo elemento per esempio per fargli bere l’acqua che si rifiuti di bere, poiché non conosciuta.

Nella maggior parte dei casi è sufficiente disciogliervi un po’ di zucchero, ed il cavallo lascerà subito cadere tutte le remore.

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Tatto negli Equini https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/tatto_negli_equini Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=70 La superficie cutanea del cavallo presenta tre tipologie di recettori, ognuna delle quali preposta a specifici compiti: i termocettori sono terminazioni che si occupano di riconoscere le sensazioni di caldo e freddo derivanti da variazioni termiche; i meccanocettori permettono di recepire i segnali derivanti da vibrazioni, da pressione, o dal semplice tocco; i nocicettori, infine, ...

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La superficie cutanea del cavallo presenta tre tipologie di recettori, ognuna delle quali preposta a specifici compiti: i termocettori sono terminazioni che si occupano di riconoscere le sensazioni di caldo e freddo derivanti da variazioni termiche; i meccanocettori permettono di recepire i segnali derivanti da vibrazioni, da pressione, o dal semplice tocco; i nocicettori, infine, hanno il compito di registrare gli stimoli nocivi e dolorosi.

La sensibilità delle varie zone del corpo, come accade anche per l’uomo, è molto variabile.

Le zone più sensibili negli equini sono il muso, il collo, le spalle, il garrese, la parte inferiore dei fianchi, e la pelle appena sopra gli zoccoli.

Sono diversi i fattori che concorrono a determinare la maggiore o minore sensibilità di una determinata parte del corpo.

La concentrazione di recettori è l’elemento più importante, ma sono determinanti anche lo spessore della pelle e la quantità di pelo che la ricopre.

Importanza Sociale del Tatto

La pelle del cavallo non è senza dubbio il suo organo di senso più raffinato.

Le capacità sensoriali tattili del cavallo sono abbastanza limitate, soprattutto se paragonate all’acutezza di altri sensi come l’olfatto.

Tuttavia il tatto è un senso molto importante dal punto di vista sociale e per la vita nel branco.

Già il primo contatto di un cavallo con il mondo avviene mediante la sensazione della lingua della madre che lo lecca in modo da rimuovere i residui della placenta.

Questa fase è fondamentale per creare un legame indissolubile tra madre e neonato.

E a livello inconscio rimarrà per tutta la vita l’associazione tra l’essere accarezzato e il rilassamento ed il senso di protezione di questi primi istanti di vita.

Da adulto, invece, il tatto diventa importante in diversi frangenti di relazione con gli altri elementi del branco.

La pratica più conosciuta è il grooming, o meglio l’allogrooming: una sorta di toelettatura reciproca che ha lo scopo non solo di effettuare una vicendevole pulizia, ma anche di stringere e rafforzare i rapporti con gli altri membri del gruppo.

Lo spazzolare un cavallo da parte dell’uomo richiama nel cavallo proprio lo stato di rilassamento che l’animale prova durante il grooming con i suoi simili.

Pertanto spazzolare il cavallo accarezzandolo sul collo, spalle, e fianchi non serve solo a tenere pulito e sano l’animale.

Spazzolarlo permette anche di consolidare la relazione che si ha con l’animale, garantendogli momenti piacevoli, di grande rilassamento, richiamando proprio un comportamento sociale naturalmente presente nel cavallo.

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Vista Equina https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/vista_equina Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=66 Il cavallo è dotato di occhi di circa 6,5 per 5 cm, tra i più grandi fra i mammiferi terrestri. Ciò nonostante, questo elemento non è fondamentale per comprendere la qualità della vista dei cavalli. In passato si è provato ad ipotizzare come possa vedere il cavallo basandosi sull’anatomia dell’occhio, ma con risultati spesso fuorvianti. ...

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Il cavallo è dotato di occhi di circa 6,5 per 5 cm, tra i più grandi fra i mammiferi terrestri.

Ciò nonostante, questo elemento non è fondamentale per comprendere la qualità della vista dei cavalli.

In passato si è provato ad ipotizzare come possa vedere il cavallo basandosi sull’anatomia dell’occhio, ma con risultati spesso fuorvianti.

Solo studi più recenti, basati su test specifici, hanno condotto a capire come il cavallo realmente veda.

Una delle caratteristiche più importanti nella vista del cavallo è un’ottima capacità visiva notturna.

Ciò è dovuto, come per cani e gatti, alla presenza di un tappeto lucido che riflette la luce sulla retina.

Ciò permette di massimizzare qualsiasi piccola fonte di luce, con grandi vantaggi nello sfuggire agli attacchi dei predatori notturni.

La capacità di sfuggire ai predatori ha determinato anche una grande sensibilità del cavallo nello scorgere gli oggetti in movimento ai limiti del suo campo visivo.

Un oggetto che si muova rapidamente e sbuchi alle spalle di un cavallo viene quindi ben percepito dall’occhio equino.

Ampiezza del Campo Visivo

Per quanto riguarda l’ampiezza del campo visivo i cavalli sono dei veri primatisti, infatti sul piano orizzontale hanno un campo visivo ampio quasi 360 gradi.

L’unico punto cieco è situato posteriormente ed è ampio solo 5 gradi circa.

Ciò permette di avere un ottimo controllo su tutto quanto accade intorno a loro.

E’ da dire però che la maggior parte di questo campo visivo è coperto da un occhio solo, e unicamente nella zona davanti al muso il cavallo riesce a vedere contemporaneamente con tutti e due gli occhi.

Questa caratteristica determina che il cavallo non eccella nel valutare le distanze, in quanto la vista binoculare, che assicura l’ottimale percezione tridimensionale, è limitata.

Visione a Distanza

Per quanto riguarda la visione a distanza il cavallo riesce a vedere molto più lontano rispetto all’uomo, a scapito però di una peggiore vista degli oggetti vicini.

Pertanto se vogliamo far apprezzare al cavallo i dettagli di qualche oggetto è bene che gli permettiamo di guardarlo ad una sufficiente distanza dal muso.

Percezione dei Colori

La percezione dei colori nel cavallo è abbastanza limitata.

Il cavallo distingue i colori, ma in modo molto ristretto.

Spesso si pensa che il cavallo abbia buona capacità nel distinguere i colori, ma ciò è determinato dal fatto che distingue la diversa luminosità con cui colori e superfici diverse riflettono la luce.

Quello che è certo è che il cavallo ha la capacità di distinguere il colore blu ed il rosso, mentre sugli altri colori il dibattito è ancora aperto.

Applicazioni Pratiche

Conoscere come veda il cavallo può sembrare sull’immediato superfluo, ma al buon cavaliere non sfugge come conoscere anche questi piccoli elementi possa davvero fare la differenza.

Ad esempio ciò permette di capire perché sia sconsigliato apparire d’improvviso alle spalle di un cavallo.

L’animale infatti ha una grande sensibilità al movimento ai limiti del suo campo visivo, e rischia di impaurirsi e di tentare la fuga.

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Udito del Cavallo https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/udito_del_cavallo Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=67 Per quanto riguarda l’orecchio equino è anzitutto da tenere presente che esso non si limita a ricevere segnali provenienti dall’esterno: contribuisce anche ad inviare delle informazioni visive. La posizione delle orecchie, nel cavallo come in altre specie animali, è un segnale importante, e tutto da interpretare. Il cavallo infatti con precisi movimenti delle orecchie comunica ...

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Per quanto riguarda l’orecchio equino è anzitutto da tenere presente che esso non si limita a ricevere segnali provenienti dall’esterno: contribuisce anche ad inviare delle informazioni visive.

La posizione delle orecchie, nel cavallo come in altre specie animali, è un segnale importante, e tutto da interpretare.

Il cavallo infatti con precisi movimenti delle orecchie comunica con i suoi simili, ad esempio per dichiarare la propria sottomissione oppure per minacciare un attacco.

Ma è per sfuggire ai predatori che l’udito rappresenta un senso fondamentale per l’esistenza del cavallo.

Esso è particolarmente sviluppato fra gli esemplari al di sotto dei dieci anni d’età, mentre tende a peggiorare dal quindicesimo anno d’età in poi.

Per valutare quanto bene senta un cavallo è sufficiente osservare i movimenti delle orecchie.

Infatti, fra i cavalli che sono diventati sordi o che stanno per diventarlo, si nota una quasi assenza di movimento delle orecchie.

In casi di sordità, quindi, i cavalli si trovano a dover fare affidamento, oltre che sui loro compagni di branco, soprattutto sulla vista, e non è raro trovare cavalli che muovano in modo compulsivo gli occhi per guardarsi intorno con la maggiore attenzione possibile.

Struttura dell’Orecchio

L’apparato uditivo del cavallo si presenta come una struttura complessa, simile a quella dell’uomo, formata da tre componenti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio, e l’orecchio interno.

  • Orecchio esterno. E’ composto dal padiglione auricolare che ha la forma di un imbuto, per meglio convogliare i suoni verso il timpano. La mobilità dell’orecchio esterno è notevole e permette al cavallo di orientare le orecchie verso le fonti di rumore di maggior interesse. Caratteristica interessante è che il cavallo può arrivare a chiudere quasi completamente il canale auricolare ripiegando le orecchie all’indietro. Ciò permette ad esempio di proteggersi da rumori molto forti o particolarmente fastidiosi.
  • Orecchio medio. E’ separato dall’orecchio esterno dal timpano. Le vibrazioni del timpano sono amplificate da tre piccoli ossicini – martello, incudine, e staffa – che le trasmettono all’orecchio interno.
  • Orecchio interno. Come per l’uomo è costituito sia dall’organo dell’udito, la coclea, sia dall’apparato vestibolare, che è fondamentale per il senso dell’equilibrio.

 

Capacità Uditive del Cavallo

Il cavallo ha un udito molto simile a quello dell’uomo.

La principale differenza è che il cavallo è in grado di udire suoni con frequenza leggermente più alta.

Dall’altro lato il cavallo non è però in grado di udire i suoni molto bassi, che invece l’orecchio umano è in grado di percepire.

Il cavallo tuttavia si dimostra molto sensibile anche a suoni a bassissima frequenza, che a livello teorico non dovrebbe essere capace di udire.

Si è scoperto che ciò è possibile tramite le vibrisse e gli zoccoli.

Le vibrisse sono un nugolo di peli con funzioni particolari che si trova sul musello, capaci di captare anche minime vibrazioni.

Gli zoccoli invece, superfici dure a contatto col terreno, grazie ad una serie di cellule recettrici degli stimoli meccanici, aiutano il cavallo a percepire alcuni suoni di bassa frequenza, pur non potendo udirli a livello dell’orecchio.

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Olfatto Equino https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/olfatto_equino Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=68 Il cavallo presenta una superficie sensitiva olfattoria molto estesa, la quale gli permette di avere un senso dell’olfatto molto più sviluppato di quello umano. La mucosa olfattoria del cavallo, oltre che estesa, è anche ricca di recettori che riescono pertanto a captare una serie impressionante di informazioni dall’ambiente esterno. L’olfatto è uno dei sensi più ...

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Il cavallo presenta una superficie sensitiva olfattoria molto estesa, la quale gli permette di avere un senso dell’olfatto molto più sviluppato di quello umano.

La mucosa olfattoria del cavallo, oltre che estesa, è anche ricca di recettori che riescono pertanto a captare una serie impressionante di informazioni dall’ambiente esterno.

L’olfatto è uno dei sensi più sviluppati ed importanti per il cavallo.

L’odore è infatti un potente fattore comunicativo per quanto riguarda i contatti diretti fra due cavalli, soprattutto se si tratta di un maschio e di una femmina, a livello di corteggiamento.

Lo stallone, annusando minuziosamente il corpo della giumenta, riesce a carpirne la disponibilità sessuale e riproduttiva.

O ancora, al momento di un eventuale parto, la giumenta annusa approfonditamente il corpo del piccolo appena nato, in modo da riconoscerlo in futuro per l’allattamento e per l’educazione.

L’olfatto è infine fondamentale anche nelle occasioni di pericolo: per esempio, in presenza di predatori carnivori, il tipico odore da questi emanato viene subito captato, facendo scattare una fuga preventiva.

Organo Vomeronasale

Una specificità dell’apparato olfattivo del cavallo è l’organo vomeronasale molto sviluppato.

L’organo vomeronasale, o organo di Jacobson, è costituito da due cavità ricche di terminazioni nervose che comunicano direttamente col sistema limbico.

Tale organo entra in gioco soprattutto in presenza di sostanze eccitanti nell’aria, come l’odore di una femmina in estro.

In questi casi il cavallo si produce nel tipico atteggiamento col labbro arricciato, il flehmen.

Questo atteggiamento del tutto particolare permette di convogliare i feromoni presenti nell’aria all’interno dell’organo vomeronasale.

Linguaggio Olfattivo

In un branco i segnali olfattivi sono molto importanti.

Ogni componente del branco ha il suo preciso odore, che gli permette di essere riconosciuto dagli altri membri.

Se infatti si dovesse lavare e profumare accuratamente un cavallo che fa parte di un gruppo si nota come al suo ritorno gli altri membri lo guardino con diffidenza e stentino a riconoscerlo.

L’olfatto equino è fondamentale inoltre anche per riconoscere i segnali lasciati dagli altri cavalli con feci ed urina.

I cavalli infatti, attraverso feci ed urina, comunicano con i loro simili.

Lo stallone ad esempio è solito marcare il suo territorio, marcando anche ogni traccia di feci e urina lasciata dalle femmine che fanno parte del suo gruppo.

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