lorenzo – Cavalli.it https://www.cavalli.it Thu, 01 Mar 2018 03:12:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.7 Il Cavallo Arabo: Storia e Caratteristiche https://www.cavalli.it/razze_equine/altri_paesi/il_cavallo_arabo_storia_e_caratteristiche Tue, 19 Mar 2013 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=94 Parlare della più bella fra le razze di cavalli esistenti al mondo significa chiamare in causa il cavallo Arabo. Risultato di una millenaria selezione che ne ha consolidato il ruolo di apportatore di miglioramenti in tutte le altre razze sviluppatesi successivamente – tra le quali anche il Purosangue inglese –, sulle sue origini si discute ...

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Parlare della più bella fra le razze di cavalli esistenti al mondo significa chiamare in causa il cavallo Arabo.

Risultato di una millenaria selezione che ne ha consolidato il ruolo di apportatore di miglioramenti in tutte le altre razze sviluppatesi successivamente – tra le quali anche il Purosangue inglese –, sulle sue origini si discute ancora.

I ritrovamenti di resti rinvenuti nei deserti arabi ne collocano l’apparizione nella zona dell’attuale Arabia Saudita intorno ai 3000-2500 anni fa, anche se una serie di affascinanti e misteriose leggende avvolge di un fitto mistero l’origine del cavallo Arabo.

Una di queste vuole che la razza Araba abbia sette capostipiti, scelti dal mitico re Salomone fra i suoi oltre cinquantamila esemplari.

La tradizione popolare la fa invece discendere dalle cinque giumente che per prime raggiunsero la Mecca, inviate da Maometto per annunciare la vittoria.

I beduini, il popolo storicamente maggiormente impegnato nel suo utilizzo e sfruttamento, individuano i progenitori della razza dei cavalli arabi nello stallone Hoshaba e nella fattrice Baz, catturata nello Yemen da un discendente diretto di Noè – Bax, esperto domatore di cavalli –.

Le Vere Origini del Cavallo Arabo

In realtà, l’origine del cavallo arabo si colloca geograficamente in una regione corrispondente all’attuale Altopiano centrale dell’Asia, dal quale si è poi progressivamente spostato diffondendosi in Nordafrica e nella penisola Arabica.

Grande impulso alla diffusione di questa razza venne dall’ondata di espansione araba guidata dallo stesso Maometto nel VII secolo a.C.: attraverso la Spagna, gli splendidi cavalli arabi – distinguibili secondo uno dei massimi esperti in materia, Raswaan, in tre tipi fondamentali, l’Assil, il Purosangue Arabo e la Razza Araba – raggiunsero tutta l’Europa e in seguito il resto del pianeta, influenzando la quasi totalità della popolazione equina mondiale.

Secondo lo stesso Raswaan, originariamente tutti i cavalli arabi di sangue puro erano Kouhailan, una delle cinque linee di sangue indicate da Maometto – le altre sono Saklani, Manaki, Gilfi e Makladi –.

Dai Kouhailan sono derivate le circa 250 stirpi attualmente individuabili.

Caratteristiche Fisiche del Cavallo Arabo

Fra i tratti distintivi, a livello morfologico, spicca senza dubbio la conformazione della testa, inconfondibile e definita “da gazzella”: corta, estremamente raffinata, con narici molto grandi e gli occhi posti in una posizione più bassa rispetto alle altre razze, padiglioni auricolari molto fini e sottili.

Tipico del cavallo arabo è lo jibbah, la protuberanza a forma di scudo posta fra gli occhi e che si estende sino alle orecchie.

Altro tratto distintivo del capo è la particolare ampiezza dell’angolo formato dal collo e dalla testa, detto mitra, che consente un movimento della testa estremamente elastico e libero.

Molto caratteristica è anche la conformazione scheletrica: a differenza di tutti gli altri cavalli, l’Arabo ha 17 costole – anziché 18 –, 5 vertebre lombari invece di 6, e 16 caudali – in luogo delle 18 delle altre razze –.

Il corpo in generale, la groppa e gli arti nello specifico, sono alla base dell’estrema velocità che gli esemplari di razza araba sono in grado di sviluppare: la groppa è molto alta, lunga e aerodinamica, con anche molto muscolose.

Gli arti sono lunghi, sottili e robusti, con avambracci slanciati, garretti bassi, tendini molto forti, con appiombi perfetti.

Robustezza e doti di resistenza leggendarie, emerse nelle lunghe gare nel deserto, hanno permesso al cavallo arabo di farsi apprezzare anche in campo militare, soprattutto da quando, con il Rinascimento, le armature si fecero via via più leggere.

Lo stesso Napoleone montava solo cavalli arabi grigi, di cui possedeva numerosi esemplari e ne promosse l’adozione nelle scuderie francesi.

Le doti atletiche del cavallo arabo vengono infatti esaltate nelle competizioni sportive quali le corse in piano e l’Endurance, che richiedono grandissima velocità e resistenza.

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Importanza del Gioco per il Cavallo https://www.cavalli.it/il_cavallo/socializzazione/importanza_del_gioco_per_il_cavallo Fri, 23 Mar 2012 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=88 Il Gioco come Allenamento Per il cavallo il gioco non è altro che la simulazione di comportamenti tipici della vita adulta. I giovani puledri si divertono infatti a spiccare salti, a rincorrersi, a lottare tra di loro, a montarsi, e così via. La differenza nei comportamenti tenuti durante il gioco è lo stato d’animo del ...

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Il Gioco come Allenamento

Per il cavallo il gioco non è altro che la simulazione di comportamenti tipici della vita adulta.

I giovani puledri si divertono infatti a spiccare salti, a rincorrersi, a lottare tra di loro, a montarsi, e così via.

La differenza nei comportamenti tenuti durante il gioco è lo stato d’animo del cavallo, che sarà sempre sereno e felice.

Nel gioco si inscenano ad esempio fughe precipitose, o vigorose lotte, ma lo stato d’animo non sarà mai la paura o la rabbia, come nel caso di fughe o lotte reali.

E’ facile quindi capire quale sia la primaria funzione del gioco: allenare il puledro a quei comportamenti che nella vita adulta saranno determinanti per la sua possibilità di procreazione e soprattutto di sopravvivenza.

Il Gioco per Crescere Sani

Se volete che il vostro cavallo diventi un campione lasciatelo giocare!

Molti padroni di giovani puledri sono restii a far giocare liberamente il proprio puledro con altri cavalli, temendo che si faccia male.

Va ricordato che nel gioco i cavalli sono molto attenti a non procurarsi ferite serie e a non oltrepassare mai una certa soglia.

Tuttavia per noi – così apprensivi verso il nostro piccolo puledro – un morso od un colpo ricevuto possono sembrare traumi gratuiti.

Ma non dimentichiamo che sono proprio queste esperienze che faranno crescere il nostro cavallo forte e sano, e che vietare al puledro di fare queste esperienze va in realtà contro il naturale processo di crescita.

Un puledro che gioca liberamente si allena ad essere reattivo, fa crescere la propria muscolatura nel migliore dei modi, allena forza e resistenza, ed impara a socializzare con gli altri cavalli nel modo corretto.

Qualche graffio e qualche piccola ferita da puledri sono quindi il passaggio per evitare problemi molto più importanti in età adulta.

Il Gioco per Socializzare

Il cavallo è un animale da branco: l’aspetto della socializzazione è quindi fondamentale.

E’ proprio col gioco che il cavallo comincia a socializzare con i suoi simili.

Le lotte fatte da puledri permettono sia di provare i reciproci livelli di forza, sia di stringere forti legami che non di rado rimangono ben saldi anche in età adulta.

Per il cavallo il gioco è quindi la via che la natura ha scelto per iniziare a farlo socializzare e per fargli imparare a comprendere i ruoli all’interno del gruppo.

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La Sella da Equitazione https://www.cavalli.it/equitazione/l_attrezzatura_per_l_equitazione/la_sella_da_equitazione Wed, 24 Aug 2011 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=82 Di norma la sella è l’accessorio più costoso tra quelli che fanno parte dell’attrezzatura da acquistare per darsi all’equitazione. Il prezzo elevato è dovuto ai materiali, nonché alla lavorazione spesso realizzata da artigiani specializzati. Il componente principale della sella è il cuoio. E poiché la sella è sottoposta a notevoli maltrattamenti nel corso della sua ...

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Di norma la sella è l’accessorio più costoso tra quelli che fanno parte dell’attrezzatura da acquistare per darsi all’equitazione.

Il prezzo elevato è dovuto ai materiali, nonché alla lavorazione spesso realizzata da artigiani specializzati.

Il componente principale della sella è il cuoio.

E poiché la sella è sottoposta a notevoli maltrattamenti nel corso della sua vita, deve trattarsi di ottimi pellami, che ne fanno pertanto lievitare il costo.

Esistono alternative economiche in “cuoio sintetico”, rivestite con materiali come il PVC.

In questi casi si riesce ad abbattere di molto il costo della sella, ma certo nessun cavaliere di livello utilizzerebbe mai una sella rivestita con materiali sintetici.

Materiali dell’Arcione (la Struttura della Sella)

L’ossatura della sella – la sua struttura – è chiamata arcione.

Tradizionalmente l’arcione è costruito in legno, ma oggi anche l’acciaio, con le sue doti di resistenza è presente in molte selle.

Con arcioni rinforzati in acciaio, o totalmente realizzati in acciaio, si aumenta notevolmente la resistenza della sella, soprattutto per chi tende a maltrattare un po’ la propria attrezzatura.

La caduta della sella può infatti causare la rottura dell’arcione in legno.

Chiaro è che l’acciaio tende ad aumentare il peso della sella, e a ridurne l’elasticità, facendola diventare quindi spesso meno prestazionale.

La sperimentazione è comunque continua e sul mercato si trovano selle con arcione anche in altri materiali.

Ad esempio esistono selle con arcione in fibra di carbonio, in modo da assicurare la massima leggerezza ed indeformabilità.

Ancora oggi però, nonostante i continui progressi tecnologici, sono ancora in molti a ritenere gli arcioni in legno la scelta migliore.

Il legno riesce ad assicurare infatti basso peso e al tempo stesso elasticità, molto importante in primo luogo per il comfort del cavallo.

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Abbigliamento per l’Equitazione https://www.cavalli.it/equitazione/le_basi/abbigliamento_per_l_equitazione Thu, 19 Aug 2010 22:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=76 Avere a che fare con un cavallo implica con tutta probabilità arrivare a sporcarsi, ecco quindi che prima di tutto non dovremmo indossare nessun vestito particolarmente delicato o che ci darebbe particolarmente fastidio se si dovesse macchiare. In linea di massima per andare a cavallo, nonché per prendersene cura, si utilizzano indumenti appositi acquistati in ...

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Avere a che fare con un cavallo implica con tutta probabilità arrivare a sporcarsi, ecco quindi che prima di tutto non dovremmo indossare nessun vestito particolarmente delicato o che ci darebbe particolarmente fastidio se si dovesse macchiare.

In linea di massima per andare a cavallo, nonché per prendersene cura, si utilizzano indumenti appositi acquistati in negozi specializzati che vendono articoli per l’equitazione.

E’ infatti consigliabile, almeno per quanto riguarda stivali e pantaloni, dotarsi di attrezzature specificamente pensate per il cavallo.

Pantaloni

I pantaloni sono uno dei punti di contatto con il cavallo e la sella, quindi è importante che assicurino aderenza ed al tempo stesso non causino irritazioni a noi ed al cavallo.

Si può optare anche per i jeans, ma a meno che non pratichiate la monta western, sono un po’ fuori luogo.

Il pantalone classico da equitazione è quindi aderente – per evitare eccessi di tessuto che con lo sfregamento ed il movimento possano causare irritazioni –, e con la parte del polpaccio sempre molto attillata, in modo da permettere che siano comodamente infilati all’interno dello stivale.

In molti modelli sono poi presenti dei rinforzi nella zona tra le gambe, soprattutto all’altezza del ginocchio, con il duplice scopo di evitarne la consunzione e di incrementare l’aderenza gamba-sella-cavallo.

Stivali da Equitazione

Lo stivale è un altro elemento dell’abbigliamento con importanti funzioni tecniche.

Infatti deve assicurare stabilità in sella, praticità, e protezione.

Ovviamente il modello di stivale varia in base al tipo di equitazione praticata, nella monta western ad esempio il classico stivale da cowboy è quasi un must.

Nella maggior parte dei casi si tende comunque ad utilizzare stivali con gambale alto, che copra quasi interamente il polpaccio, e che pertanto arrivi quasi fino al ginocchio.

I materiali sono vari, e vanno dal PVC al cuoio, con evidenti differenze in termini di traspirazione e di facilità di pulizia.

Lo stivale sarà prevalentemente liscio, caratterizzato da pochi fronzoli.

Ciò soprattutto per evitare irritazioni al cavallo, ma anche per facilitarne la fase di pulizia e per evitare che si impigli nella staffa o altrove.

La suola sarà studiata per avere ottima aderenza nella staffa e per non scivolare all’interno di essa.

Sarà quindi dotata, nella maggior parte dei casi, di suola in gomma e di un piccolo tacco.

Ultimo elemento da non trascurare quando si sceglie uno stivale è la protezione che esso assicura al nostro piede.

Lo stivale viene infatti indossato non solo per cavalcare ma anche durante diverse fasi a terra, tra cui la pulizia dell’animale, ed il lavoro nella scuderia.

Ricevere un pestone da parte del nostro cavallo non è un’eventualità così impossibile, quindi è bene scegliere uno stivale con la punta rinforzata in modo da proteggere il più possibile il nostro piede.

Il Caschetto

Il caschetto da equitazione – detto cap – è l’elemento più importante per la sicurezza a cavallo.

Molto spesso non viene utilizzato, per percepire un maggior senso di libertà, ma ci sentiamo di consigliarne sempre l’uso in tutte le condizioni, soprattutto per i più giovani.

La caduta da cavallo è un’esperienza che tutti i cavalieri prima o poi provano: consideriamo inutile rischiare danni seri a causa di una caduta quando possono essere facilmente evitati.

Esistono in commercio una miriade di modelli di cap e caschetti: sarà molto facile trovarne uno di nostro gradimento.

E’ da sconsigliare però l’acquisto di un casco usato.

Infatti, in caso di danni interni non visibili ad occhio nudo, non assicurerebbe la protezione sperata.

Infine un’ultima nota: un caschetto non allacciato è quasi inutile in caso di caduta.

Pertanto già che si fa lo sforzo di metterselo in testa vale la pena di regolare per bene la mentoniera e di allacciarlo.

Anelli e Gioielli

L’equitazione è una passione fatta di lacci, corde, moschettoni, e molti altri aggeggi simili.

Da non dimenticare mai è che tutti questi potenziali appigli sono assicurati ad un animale che pesa centinaia di chili.

Quindi in equitazione sono assolutamente da evitare tutti quegli oggetti che possano facilmente impigliarsi: anelli, orecchini, braccialetti, ecc.

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Tatto negli Equini https://www.cavalli.it/il_cavallo/5_sensi/tatto_negli_equini Sun, 18 Jul 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=70 La superficie cutanea del cavallo presenta tre tipologie di recettori, ognuna delle quali preposta a specifici compiti: i termocettori sono terminazioni che si occupano di riconoscere le sensazioni di caldo e freddo derivanti da variazioni termiche; i meccanocettori permettono di recepire i segnali derivanti da vibrazioni, da pressione, o dal semplice tocco; i nocicettori, infine, ...

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La superficie cutanea del cavallo presenta tre tipologie di recettori, ognuna delle quali preposta a specifici compiti: i termocettori sono terminazioni che si occupano di riconoscere le sensazioni di caldo e freddo derivanti da variazioni termiche; i meccanocettori permettono di recepire i segnali derivanti da vibrazioni, da pressione, o dal semplice tocco; i nocicettori, infine, hanno il compito di registrare gli stimoli nocivi e dolorosi.

La sensibilità delle varie zone del corpo, come accade anche per l’uomo, è molto variabile.

Le zone più sensibili negli equini sono il muso, il collo, le spalle, il garrese, la parte inferiore dei fianchi, e la pelle appena sopra gli zoccoli.

Sono diversi i fattori che concorrono a determinare la maggiore o minore sensibilità di una determinata parte del corpo.

La concentrazione di recettori è l’elemento più importante, ma sono determinanti anche lo spessore della pelle e la quantità di pelo che la ricopre.

Importanza Sociale del Tatto

La pelle del cavallo non è senza dubbio il suo organo di senso più raffinato.

Le capacità sensoriali tattili del cavallo sono abbastanza limitate, soprattutto se paragonate all’acutezza di altri sensi come l’olfatto.

Tuttavia il tatto è un senso molto importante dal punto di vista sociale e per la vita nel branco.

Già il primo contatto di un cavallo con il mondo avviene mediante la sensazione della lingua della madre che lo lecca in modo da rimuovere i residui della placenta.

Questa fase è fondamentale per creare un legame indissolubile tra madre e neonato.

E a livello inconscio rimarrà per tutta la vita l’associazione tra l’essere accarezzato e il rilassamento ed il senso di protezione di questi primi istanti di vita.

Da adulto, invece, il tatto diventa importante in diversi frangenti di relazione con gli altri elementi del branco.

La pratica più conosciuta è il grooming, o meglio l’allogrooming: una sorta di toelettatura reciproca che ha lo scopo non solo di effettuare una vicendevole pulizia, ma anche di stringere e rafforzare i rapporti con gli altri membri del gruppo.

Lo spazzolare un cavallo da parte dell’uomo richiama nel cavallo proprio lo stato di rilassamento che l’animale prova durante il grooming con i suoi simili.

Pertanto spazzolare il cavallo accarezzandolo sul collo, spalle, e fianchi non serve solo a tenere pulito e sano l’animale.

Spazzolarlo permette anche di consolidare la relazione che si ha con l’animale, garantendogli momenti piacevoli, di grande rilassamento, richiamando proprio un comportamento sociale naturalmente presente nel cavallo.

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Capacità Intellettive e Mnemoniche https://www.cavalli.it/addestramento/intelligenza_equina/capacita_intellettive_e_mnemoniche Sun, 27 Jun 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=64 Misurare l’intelligenza degli animali è compito arduo. Purtroppo non è stata mai elaborata una teoria organica dell’intelligenza, essendo il suo campo d’espressione sterminato e mutevole. Del resto, la straordinaria eterogeneità di specie animali rende il quadro complessivo molto articolato, ed è quasi impossibile trovare un metro di confronto. Dimensioni del Cervello Nella continua ricerca di ...

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Misurare l’intelligenza degli animali è compito arduo.

Purtroppo non è stata mai elaborata una teoria organica dell’intelligenza, essendo il suo campo d’espressione sterminato e mutevole.

Del resto, la straordinaria eterogeneità di specie animali rende il quadro complessivo molto articolato, ed è quasi impossibile trovare un metro di confronto.

Dimensioni del Cervello

Nella continua ricerca di un metodo per misurare le capacità intellettive delle varie specie animali alcuni studiosi sono giunti ad affermare che indice d’intelligenza di una specie è il rapporto fra il peso della massa cerebrale ed il peso corporeo.

Tale semplificazione però è da ritenersi eccessiva e non valida in molti casi.

Infatti le capacità di un cervello non sono date tanto dal suo peso, quanto da molti altri fattori più complessi, come il numero di interconnessioni tra i neuroni.

Cos’è l’Intelligenza?

Alla domanda su cosa sia l’intelligenza faticheremmo a rispondere prontamente ed in modo esauriente.

L’intelligenza in fondo è una definizione prettamente umana di qualcosa di intangibile.

Essendo poi tale definizione di derivazione umana è facile capire come sia poco sensato applicarla in modo generico a tutti gli animali.

Chi ci dice, ad esempio, che noi uomini siamo più intelligenti ed evoluti delle formiche?

Al mondo le formiche sono molto più numerose di noi umani, vi è un rapporto addirittura di milioni di formiche per ogni uomo.

Esse sono poi organizzate socialmente ad altissimi livelli, e sanno come vivere nel rispetto dell’ambiente – al contrario di noi uomini –.

Sicuramente è quindi possibile affermare che non esiste un sistema cross-specie sempre valido per misurare e confrontare l’intelligenza.

Un Buon Compromesso

Per valutare il grado di intelligenza delle varie specie alcuni studiosi sono arrivati ad una definizione di intelligenza che costituisce un buon compromesso, pur nella consapevolezza che il confronto tra specie diverse non è sempre sensato: “l’intelligenza è come un animale utilizza le esperienze precedenti per risolvere nuovi e diversi problemi”.

Perché si Dice che il Cavallo è Stupido?

Si sente spesso affermare che il cavallo è un animale stupido.

Una delle motivazioni addotte è che se il cavallo fosse realmente intelligente si renderebbe conto della sua forza e non si farebbe certo sottomettere dall’uomo, che è un essere assai più debole.

Ciò che più colpisce è il grado di sottomissione umana che il cavallo è disposto ad accettare, infatti il cavallo è disposto ad accettare senza reagire anche comportamenti molto violenti.

La spiegazione di questo comportamento remissivo del cavallo è da cercare però non tanto nella sua scarsa intelligenza, quanto nel fatto che è un animale che tollera, naturalmente, la presenza e la compagnia di esseri dominanti: dallo stallone alfa del branco, fino all’uomo.

Capacità Mnemoniche

Un’importante componente dell’intelligenza è sicuramente la memoria.

Infatti un buona memoria permette all’animale di avere a disposizione un ottimo database di informazioni da cui attingere per risolvere i nuovi problemi che si presentano.

Non è detto che buona memoria equivalga a una spiccata intelligenza, ma memoria ed intelligenza sono sicuramente correlate.

Il cavallo è dotato di ottima memoria, anche a distanza di molti anni.

Gli etologi ritengono che la buona memoria del cavallo sia dovuta in gran parte al fatto di essere un animale preda.

Il cavallo infatti è un erbivoro che in natura è cacciato da predatori carnivori.

Pertanto ogni rischio corso ed ogni errore commesso deve rimanere ben impresso nella mente del cavallo, perché se dovesse ripetersi potrebbe essere fatale.

In particolar modo la capacità di memorizzazione del cavallo è molto alta quando si tratta di pericolo o di cibo.

Si capisce come questo meccanismo naturale sia volto a favorire la sopravvivenza del cavallo: evitando i pericoli e ricordandosi al meglio dove può trovare il cibo.

L’uomo ha compreso da tempo questo meccanismo ed infatti sa benissimo come, per insegnare al cavallo, le leve del premio in cibo o del dolore siano efficacissime.

La buona memoria del cavallo, però, in alcuni casi può essere un problema.

Infatti un’associazione sbagliata effettuata dal cavallo od un trauma subito possono essere molto difficili da rimuovere.

Pertanto è bene che, sia in addestramento, sia durante la vita di tutti i giorni, chi sia avvicina al cavallo sia una persona preparata e che conosce i meccanismi con cui il cavallo ragiona.

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Comprare un Cavallo https://www.cavalli.it/sport/sport_equestri/comprare_un_cavallo Sun, 13 Jun 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=58 Acquistare un animale che abbia i requisiti giusti, non è la cosa più agevole del mondo. Si può sempre sbagliare e poi pentirsi della scelta. Tale preoccupazione è ancora più lecita nel caso del cavallo, trattandosi di un animale piuttosto impegnativo e di difficile gestione. L’acquisto dell’esemplare giusto per le nostre caratteristiche è l’attività che ...

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Acquistare un animale che abbia i requisiti giusti, non è la cosa più agevole del mondo.

Si può sempre sbagliare e poi pentirsi della scelta.

Tale preoccupazione è ancora più lecita nel caso del cavallo, trattandosi di un animale piuttosto impegnativo e di difficile gestione.

L’acquisto dell’esemplare giusto per le nostre caratteristiche è l’attività che getta le fondamenta del nostro buon rapporto futuro col cavallo.

Innanzitutto, bisogna porsi una serie di interrogativi: cerchiamo un cavallo da competizione oppure un cavallo da compagnia con il quale svolgere gustose passeggiate in campagna?

E’ ovvio che si tratta di avere a che fare con esemplari diversi, che richiedono anche una diversa preparazione e conoscenza prima di procedere all’acquisto.

Inoltre: cerchiamo un cavallo giovane, non domato né addestrato, oppure un esemplare già domato ma non addestrato, o ancora un cavallo già domato ed addestrato?

Se cerchiamo un cavallo non domato e non addestrato, bisogna che si possegga una buona dose di preparazione e d’esperienza di base, le quali torneranno molto utili nei difficili frangenti della doma e poi dell’addestramento.

Se si desidera un cavallo già domato da altri, occorrerà un quantitativo medio di esperienza, la quale verrà sfruttata appieno nelle procedure di addestramento.

Infine il caso di un cavallo già domato e già addestrato sarà di più facile gestione, e quindi adatto anche ai cavalieri meno esperti.

Sesso del Cavallo

Il nostro carattere è un elemento determinante per la scelta di un cavallo.

Se si è persone facilmente irascibili è bene orientarsi verso esemplari placidi e tranquilli, in modo da non provocare episodi di nervosismo controproducenti.

Molto spesso le femmine sono più calme dei maschi, specialmente degli stalloni dominanti, notoriamente più ardui da gestire.

Quindi una buona regola base può essere di comprare una femmina se si è particolarmente inesperti o particolarmente irascibili.

Montare il Cavallo

Prima di comprare un cavallo è consigliabile farci sempre un giretto di prova.

Oltre ad avere subito un feeling con l’animale, ciò permette di capire come l’animale reagisce agli stimoli, il suo carattere, quanto è addestrato, e si può avere anche un’idea del trattamento che ha ricevuto in precedenza.

Prima di fare ciò è comunque sempre opportuno chiedere che sia il vecchio proprietario a montarlo prima di noi.

Osservare come il cavallo si comporta col vecchio proprietario può dirci molto di più su di lui e sul suo passato rispetto a tante altre analisi.

Visita Veterinaria

Nessun denaro è speso meglio di quello per un’accurata visita veterinaria prima di acquistare un cavallo, soprattutto se non è previsto un periodo di prova.

Il veterinario dovrà essere molto competente, ma soprattutto dovremo ben dirgli cosa vogliamo che verifichi.

In particolar modo desideriamo che oltre alla salute fisica del cavallo il veterinario ci dica il suo parere sulla salute psicologica e sul trattamento che è stato riservato al cavallo in precedenza.

Un veterinario esperto saprà dirci se il cavallo è stato traumatizzato, o se invece è in ottima salute psichica perché è stato domato nella giusta maniera ed è abituato ad una vita sana che rispetta le sue esigenze.

Periodo di Prova

Un periodo di prova col cavallo è essenziale.

In questi casi si è soliti concordare una cifra per il periodo in cui il cavallo è in prova, ed in questo periodo solitamente il cavallo viene alloggiato sempre presso le strutture del vecchio proprietario.

Finito tale periodo, se il cavallo non è di nostro gradimento viene restituito al venditore che trattiene la cifra pagata come penale.

In caso invece desideriamo tenerci il cavallo, allora il denaro pagato per avere il cavallo in fida – cioè in prova – costituirà un anticipo di pagamento sul prezzo concordato di vendita, e rimarrà da saldare soltanto la differenza.

No alla Fretta

Come per ogni altro acquisto importante della nostra vita la fretta è cattiva consigliera.

Prima di tutto bisogna già partire con le idee chiare, e sapere ormai da mesi che tipo di cavallo stiamo cercando.

Aspettare un po’ prima di appagare la nostra voglia di un cavallo permette di essere più sicuri che non cambieremo preferenze nel giro di poche settimane pentendoci in parte dell’acquisto.

Il venditore ovviamente invece ha desiderio di chiudere quanto prima la vendita, e spingerà per concludere.

Qui sta all’abilità dell’acquirente resistere: meglio perdere un’occasione che ritrovarsi con un acquisto sbagliato.

La situazione classica di pressione molto forte si ha quando si vede un bel cavallo ad una fiera del settore.

Il venditore spinge per concludere, oppure venderà il cavallo a chiunque altro sia interessato.

Nella consapevolezza dei tempi limitati della fiera, e del fatto che in quel luogo sono presenti numerosi potenziali acquirenti, si tende spesso a cedere e a procedere con l’accordo immediato.

Il nostro consiglio è di resistere alla tentazione, ma in fondo ognuno è libero di seguire le proprie strategie.

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Durante il Viaggio https://www.cavalli.it/sport/sport_equestri/durante_il_viaggio Thu, 10 Jun 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=52 Il cavallo è sottoposto, nella maggior parte dei casi, ad un forte stress durante il trasporto. Il livello di sforzo fisico e psicologico dipende molto da cavallo a cavallo, infatti un soggetto ben allenato ed abituato ad essere trasportato arriva ad affrontare il viaggio con molta naturalezza e senza grossi problemi. Nella maggior parte dei ...

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Il cavallo è sottoposto, nella maggior parte dei casi, ad un forte stress durante il trasporto.

Il livello di sforzo fisico e psicologico dipende molto da cavallo a cavallo, infatti un soggetto ben allenato ed abituato ad essere trasportato arriva ad affrontare il viaggio con molta naturalezza e senza grossi problemi.

Nella maggior parte dei casi però il trasporto è per il cavallo un momento difficile. Si ritroverà per diverse ore costretto in uno spazio angusto, senza libertà di muoversi.

Numerosi saranno gli odori ed i rumori nuovi lungo il tragitto.

Il tutto solitamente affrontato in una condizione di solitudine, che per il cavallo è di per sé fonte di stress.

Anche lo sforzo fisico cui è sottoposto il cavallo non è da trascurare, basti pensare all’eventualità in cui fossimo noi ad essere trasportati su un autobus, in piedi, e bendati.

Saremmo costretti a continui aggiustamenti repentini del nostro equilibrio, per non cadere per terra.

Nella stessa condizione è il cavallo, che non sa quando arriveranno frenate, accelerazioni, o curve.

L’animale dovrà pertanto reagire rapidamente ad ogni sbilanciamento per ritrovare il corretto equilibrio.

Mangiare e Bere

Il cavallo è un animale che consuma molto cibo e molta acqua, ma non in caso di trasporto.

Lo stress da trasporto influisce infatti sull’alimentazione e sull’abbeveraggio.

Ciò fa ben comprendere al cavaliere come sia stressante per l’animale il momento del trasporto.

Per quanto riguarda il cibo non dovremmo comunque mai esagerare con le dosi durante il viaggio o nei momenti immediatamente precedenti.

Il trasporto genera di per sé forte impegno fisico ed innalzamento della temperatura corporea, quindi non è indicato affaticare l’animale con una fase di digestione importante, che contribuirebbe ad aumentare ulteriormente la sua temperatura corporea.

Invece abbeverarsi in modo sistematico è molto importante prima e durante un trasporto.

Il cavallo tende a non bere, ed i liquidi persi con la sudorazione sono molti, sia per la fatica fisica, sia per il calore.

Per compensare i liquidi persi durante il trasporto è bene quindi programmare soste e pause con lo scopo di far bere il cavallo, per evitare pericolosi casi di disidratazione.

Riposo

Poiché il trasporto è un momento critico e faticoso per il cavallo, è necessario che sia ben riposato prima di intraprendere un viaggio.

E’ bene quindi che prima di un trasporto il cavallo abbia tempo e spazio a disposizione per rilassarsi e dormire.

Sedativi e Feromoni

Per tranquillizzare i cavalli più irrequieti, durante il trasporto è abbastanza diffuso l’uso di sedativi o di feromoni.

I sedativi vengono somministrati al cavallo, mentre i feromoni vengono di solito sparsi all’interno del van.

Sia i feromoni che i sedativi hanno l’effetto di tranquillizzare il cavallo durante il trasporto.

E’ bene ricorrere a questi sistemi solo in casi critici, poiché sono pratiche che presentano anche degli svantaggi.

Ad esempio il cavallo, poiché sedato, ha una minor stabilità ed equilibrio.

Aumentano quindi le probabilità di caduta, traumi, e lesioni.

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Il Furto di Cavalli https://www.cavalli.it/sport/sport_equestri/il_furto_di_cavalli Sun, 06 Jun 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=46 In Italia l’eccesso di domanda di carne di cavallo rispetto alla produzione nazionale ha generato, oltre al fenomeno dell’importazione, anche un altro preoccupante fenomeno: il furto di cavalli a scopo di macellazione. Ha assunto rilevanza in termini di frequenza il furto di cavalli presso maneggi, scuderie, centri d’equitazione, e residenze private. Oltre all’azione illecita dal ...

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In Italia l’eccesso di domanda di carne di cavallo rispetto alla produzione nazionale ha generato, oltre al fenomeno dell’importazione, anche un altro preoccupante fenomeno: il furto di cavalli a scopo di macellazione.

Ha assunto rilevanza in termini di frequenza il furto di cavalli presso maneggi, scuderie, centri d’equitazione, e residenze private.

Oltre all’azione illecita dal punto di vista penale, ed ingiusta dal punto di vista morale, esiste un ulteriore grave elemento: gli equini rubati per essere sottoposti a macellazione non vengono sottoposti a nessun controllo, con conseguenti rischi generali sulla qualità e salubrità della carne che da essi si ricava.

Azioni per Combattere il Furto di Cavalli

Col fine duplice di assicurare la sicurezza alimentare e di ridurre il fenomeno dei furti, numerose sono state le iniziative legislative su questo tema.

La più significativa è senza dubbio la costituzione della ”Anagrafe degli Equidi”, grazie alla quale ogni animale è registrato e dotato di apposito passaporto.

Le finalità dell’Anagrafe degli Equidi sono:

  • Tutela della salute del consumatore.
  • Tutela del patrimonio zootecnico.
  • Valorizzazione del patrimonio zootecnico.
  • Trasmettere le corrette informazioni al consumatore di carne equina.
  • Facilitare i controlli sulle corse di cavalli.
  • Prevenire il furto di bestiame.

 

Il fenomeno del furto di cavalli non è certo sparito in seguito all’istituzione dell’Anagrafe degli Equidi, soprattutto poiché i controlli spesso non riescono a far fronte a eventuali comportamenti illeciti, magari da parte degli stessi allevatori.

Problematiche

In Italia è stata stabilita una precisa distinzione fra equini DPA – Destinati alla Produzione di Alimenti per l’uomo –, ed equini non DPA, la cui destinazione finale non è quella del consumo umano, ma potrebbe comunque essere la produzione di mangimi per altri animali.

Nel primo caso vi sono precisi limiti ai trattamenti farmacologici.

Nel caso invece di cavalli non destinati al consumo umano vi sono minori obblighi e limiti.

E’ stato verificato come sia ancora facile però far perdere le tracce di un cavallo registrato, in seguito ai furti appunto, e si riesca a far macellare anche cavalli che non sarebbero per alimentazione umana.

Si sospetta che in alcuni casi siano gli allevatori stessi a collaborare coi presunti ladri.

Il business dei mattatoi clandestini quindi non è certo scomparso, purtroppo, con rischi circa la sicurezza alimentare di ciò che ogni giorno troviamo sui nostri piatti.

Associazioni Animaliste

Una delle principali richieste delle associazioni animaliste è il riconoscimento anche per i cavalli dello status di “animali da affezione”, equiparandoli di fatto a cani e gatti.

Appare difficile pensare che tali richieste saranno mai accolte.

Tuttavia altre richieste degli animalisti, come quella di evitare sofferenze inutili, appaiono pienamente condivisibili.

Ma certamente sarà impossibile evitare maltrattamenti inutili ai cavalli finché avrà luogo la macellazione clandestina a seguito di furti.

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Il Rinforzo https://www.cavalli.it/sport/sport_equestri/il_rinforzo Sun, 06 Jun 2010 00:00:00 +0000 http://www.cavalli.it/wordpress/?p=40 Il rinforzo è un qualsiasi evento non doloroso in grado d’influire sulla probabilità che nel cavallo si verifichi una determinata risposta. Il meccanismo fondamentale di questo sistema d’addestramento/apprendimento è basato sull’aspettativa del cavallo in base a precedenti esperienze. Si procede in questo modo: all’animale viene dato uno stimolo da parte dell’uomo, al verificarsi della risposta ...

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Il rinforzo è un qualsiasi evento non doloroso in grado d’influire sulla probabilità che nel cavallo si verifichi una determinata risposta.

Il meccanismo fondamentale di questo sistema d’addestramento/apprendimento è basato sull’aspettativa del cavallo in base a precedenti esperienze.

Si procede in questo modo: all’animale viene dato uno stimolo da parte dell’uomo, al verificarsi della risposta corretta da parte dell’animale viene dato il rinforzo, cioè una sorta di premio.

Ripetendo l’operazione più volte il cavallo impara chiaramente qual è l’azione che da lui ci si aspetta in relazione a quel preciso stimolo impartitogli.

Rinforzo Positivo e Negativo

Il rinforzo può essere di due tipologie: positivo o negativo.

Nel primo caso, verrà stimolata nel cavallo la reazione desiderata per il mezzo dell’aggiunta di un elemento di soddisfazione; ad esempio, appena viene portata a termine l’azione corretta gli sarà immediatamente somministrata una piccola quantità di cibo.

Nel caso del rinforzo negativo, nel cavallo verrà incentivata la reazione desiderata per mezzo della cessazione di uno stimolo che lo sta infastidendo.

Ad esempio pizzicare un arto del cavallo fino a che non lo solleva è un classico esempio di rinforzo negativo.

In pratica, cambia il mezzo, ma non il fine da perseguire: innescare un processo che porti all’azione od al comportamento desiderati.

Da non confondere sono il rinforzo negativo e la punizione.

Il rinforzo negativo non è mai doloroso, è solamente fastidioso.

Esso non vuole sortire effetti traumatici, bensì addirittura favorire nel cavallo un momento di riflessione volta a comprendere quali siano le mansioni che l’operatore si aspetta vengano eseguite.

Tempismo e Misura

Essenziale perché funzioni correttamente il rinforzo è il tempismo.

Non si può pretendere infatti dal cavallo la nostra stessa capacità intellettiva.

Pertanto subito al termine dell’azione corretta va somministrato il rinforzo.

Se si aspetta troppo il cavallo potrebbe compiere nel frattempo altre azioni che verrebbero pertanto associate come fonte del rinforzo al posto dell’azione richiesta.

Anche la misura e la moderazione devono essere alla base dell’educazione tramite rinforzo.

Troppo cibo o troppa frequenza in queste attività non sono mai positive e possono generare nell’animale comportamenti non corretti.

Pertanto, come in tutte le cose, anche nel rinforzo la giusta misura è essenziale.

Il Rinforzo Secondario

Non sempre è possibile somministrare il rinforzo.

Ad esempio nel corso di un esercizio complesso non ci si può fermare per somministrare del cibo o altro.

Ed allo stesso tempo aspettando troppo a somministrare il rinforzo il cavallo non capirebbe perché è premiato.

Per questo si utilizza un rinforzo secondario, che non è altro che un gesto, una parola, od un rumore che fa capire al cavallo che ha portato a termine l’azione giusta e che dopo riceverà il rinforzo.

Si tratta di una pratica molto utilizzata e che va applicata con cura, per evitare fraintendimenti da parte del cavallo.

Il rinforzo secondario potrà corrispondere alla parola “bravo” o ad una piccola pacca sul collo, anche se sempre più diffuso è l’utilizzo del clicker, cioè di un piccolo congegno che emette un “click”, che è un suono inconfondibile e che pertanto il cavallo assocerà inequivocabilmente con il segnale di “azione eseguita correttamente, dopo riceverai la ricompensa”.

L’addestramento nel caso di rinforzo secondario è bene sia eseguito da personale competente, poiché il cavallo ne deve apprendere bene i meccanismi, evitando associazioni sbagliate.

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