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Anglo-Arabo Sardo

Anglo-Arabo Sardo

Razza di origini antichissime, l’Anglo-Arabo Sardo rappresenta l’emblema equestre di una regione, la Sardegna, che ha rivolto sempre grandissima cura e attenzione all’allevamento dei cavalli.

Ufficialmente la selezione di questa razza prende avvio alle soglie del ‘500, quando i territori sardi fanno parte dei possedimenti Aragonesi.

A quel periodo risale l’incrocio di esemplari locali – prodotto a loro volta della mescolanza di antichi cavalli di sangue orientale introdotti dai Cartaginesi in età precedente a quella romana con cavalli Arabi di matrice Saracena e presenti sull’isola a seguito delle frequenti azioni di pirateria perpetrate fra l’VIII e il X secolo – con sangue Andaluso.

Il cavallo che ne deriva presenta precise caratteristiche morfologiche e psicologiche, rivelandosi un soggetto vigoroso, vivace e al contempo ubbidiente e molto docile.

Alla sua crescita qualitativa ulteriore contribuì il centro di allevamento reale detto Tanca Regia – di fondazione romana e risalente al tardo impero, perfezionato dai bizantini e mantenuto dai Giudici di Arborea, i sovrani locali della Sardegna occidentale durante il Medioevo – situato presso Paulilatino, in provincia di Oristano.

Qui la produzione venne rigidamente regolamentata e la produzione indirizzata verso due tipi morfologici ben distinti: il primo, di chiara estrazione africana, caratterizzato da una statura maggiore, dal profilo montonino della testa e dal dorso leggermente depresso; l’altro, facilmente riconducibile ad una matrice orientale, di taglia ridotta, testa quadrata e arti sottili.

Cavalli, quelli sardi dell’epoca aragonese, che riuscivano a competere con i formidabili prodotti spagnoli, risultando apprezzati da tutte le maggiori corti europee.

Proprio per far fronte alle crescenti richieste alla Tanca Regia si aggiunsero numerosi allevamenti privati, sorti a Padru Mannu, Mores e Monte Minerva.

L’inizio dell’amministrazione sabauda in Sardegna, nel 1720, coincise con un periodo di inarrestabile decadenza dell’Anglo-Arabo Sardo, culminato con la soppressione della stessa Tanca Regia nel 1834 e acuito dall’enorme confusione genetica conseguente all’uso di riproduttori delle razze più svariate.

La lenta ripresa della selezione di questa razza riprese a fine ‘800 quando, a seguito del trasferimento presso Ozieri, nel sassarese, di una parte del Deposito Stalloni di Pisa, divenuto nel 1954 autonomo sotto la denominazione di Istituto di Incremento Ippico, la qualità della produzione venne assicurata mediante l’impiego di una dozzina di straordinari stalloni Arabi.

Il 1938 rappresenta un altro snodo decisivo per il cavallo Anglo-Arabo Sardo, essendo l’anno in cui a Ozieri iniziò ad operare il Puro Sangue Inglese Rigogolo, il diretto capostipite dell’attuale razza.

Peculiarità del Cavallo Anglo-Arabo Sardo

Alto al garrese fra i 156 e i 170 cm. – a seconda delle dimensioni è possibile distinguere tre taglie, piccola (156-158 cm.), media (fino a 165 cm.) e grande (oltre i 165 cm.) – e di peso medio oscillante fra i 450 e i 500 kg., l’Anglo-Arabo Sardo presenta un mantello generalmente baio, baio scuro o sauro – con molta meno frequenza compaiono il grigio e il morello –.

La testa appare leggera, squadrata, con profilo rettilineo, sormontata da orecchie di piccola taglia e molto mobili.

Gli occhi sono grandi e attenti, sempre vivaci, mentre le narici sono ampie.

Il collo risulta particolarmente elegante, estremamente leggero e perfettamente attaccato al tronco mediante un garrese prominente e ampio.

La linea dorso-lombare è dritta – anche se in alcuni esemplari appare leggermente insellata – e di buona lunghezza.

Le reni, corte e muscolose e la groppa, con giusta angolazione, sono completate da un’attaccatura alta della coda, particolarmente folta e composta da pelo fine, lucente e corto.

Il petto, caratterizzato da una grande apertura, prosegue con un torace profondo composto da costole lunghe e arrotondate e con l’addome che in alcuni esemplari può risultare retratto.

A completamento del tronco, le spalle si presentano ben inclinate e di buonissima estensione.

Gli arti, resistenti e dotati di ottima muscolatura, si compongono di avambracci solidi e mediamente lunghi, di stinchi con buona circonferenza e buona lunghezza, di garretti larghi e spessi, correttamente angolati, di tendini di ottima conformazione, ben delineati.

I pastorali risultano solitamente ben inclinati e proporzionati per quanto riguarda la lunghezza.

I piedi, di dimensioni corrette e ben proporzionati, dotati di un’unghia molto solida, a volte appaiono chiusi.

Performance Sportive e Lavorative dell’Anglo Arabo Sardo

Elemento fondamentale per lo sviluppo economico di un territorio quale quello sardo prettamente orientato verso l’agricoltura e la pastorizia, l’Anglo-Arabo Sardo ha per decenni messo al servizio dello Stato le proprie doti di grande affidabilità e resistenza fisica, risultando una delle monte preferite dell’Esercito Italiano.

Lentamente trasformatosi in un soggetto particolarmente votato alle competizioni sportive, l’Anglo-Arabo Sardo ha conquistato la ribalta internazionali grazie a esemplari celebri e vincenti, quali Diambo de Nora – soggetto di spicco della spedizione italiana e trionfatore nel concorso di completo a squadre ai Giochi Olimpici di Tokyo del ’64 –, Rohan de Lechereo – argento a squadre alle Olimpiadi moscovite del 1980 –, Quisito, Zar della Minerva, Regnante.

Le ottime doti di saltatore dell’Anglo-Arabo Sardo sono state esaltate nel corso dei decenni dalle ottime performance a livello nazionale e non solo da soggetti come Argo de Villahova – in gara alle Olimpiadi di Los Angeles ’84 e Campione italiano nell’82 e nell’85 – e Mirtillo.

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