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Macellazione Equina negli Stati Uniti

Macellazione Equina negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti d’America consumare carne equina rappresenta un tabù culturale ed alimentare.

Ciò nonostante, fino al 2006, in tutto il territorio federale, esistevano tre mattatoi autorizzati ad abbattere cavalli: la carne che ne veniva ricavata era utilizzata quasi esclusivamente per esportazione o per la produzione di mangimi.

Nonostante la scarsa diffusione del consumo di carne di cavallo negli Stati Uniti, negli anni passati diverse associazioni animaliste hanno sostenuto una campagna per proibire del tutto la macellazione degli equini.

Grazie ad una mobilitazione capillare, la Corte Suprema statunitense nel 2006 ha dichiarato “illegale” la macellazione equina.

Falsa Vittoria Contro la Macellazione Equina

Ad un iniziale periodo di entusiasmo per quella che, senza dubbio, è apparsa una vittoria di civiltà, è seguito un periodo di profonda rassegnazione e sbigottimento: a seguito della decisione della Corte Suprema statunitense, e quindi della chiusura dei tre macelli sin ad allora legali, si è verificata una paurosa impennata dell’esportazione di cavalli, allevati negli Stati Uniti, verso paesi come il Messico e l’Europa a scopo di macellazione.

Oltre quindi a non essere riusciti a salvare i cavalli dalla macellazione, ci sono da considerare due ulteriori aspetti negativi:

  • Negli Stati Uniti la legislazione sulla macellazione prevedeva diversi vincoli e limitazioni, come la limitazione delle sofferenze inutili, risultando sicuramente migliore e più protettiva, dal punto di vista dell’animale, rispetto a quella messicana.
  • Il trasporto dei cavalli fino al Messico o ad altri paesi provoca un enorme stress al cavallo. Se ci si aggiunge che spesso le modalità di trasporto non sono rispettose dell’animale si capisce quanto danno si provochi ai cavalli. Tale danno purtroppo è tristemente testimoniato dall’elevato tasso di mortalità di questi trasporti oltreconfine per la macellazione.

 

Nuove Richieste degli Animalisti

Dato lo scenario raccapricciante dell’incremento vertiginoso delle esportazioni di cavalli per la macellazione, le associazioni animaliste hanno provato a reagire, chiedendo alle istituzioni politiche il divieto assoluto dell’esportazione di cavalli da macello, ed il contemporaneo costituirsi di un fondo federale per la cura degli equini abbandonati.

La risposta dei numerosi oppositori è stata secca ed articolata, e le associazioni per la difesa degli equini sono state accusate di poco realismo per diversi motivi: la non possibilità della macellazione regolata e con criteri di garanzia espone gli animali alla scorciatoia dell’abbandono indiscriminato, fenomeno al quale non si sarebbe potuto porre rimedio con la semplice costituzione di un fondo federale.

I costi esorbitanti del mantenimento degli animali e dello smaltimento ecologico della carcassa richiederebbero risorse economiche veramente ingenti, che vanno contro la storia culturale anti-interventista dello stato in economia in tutta la federazione.

Infine i casi della mucca pazza, dell’influenza aviaria, e tutti gli altri recenti scandali alimentari hanno fatto aumentare considerevolmente in diversi paesi del mondo il consumo di carne equina: anche la crudele legge del mercato non prevede sconti ed anzi incoraggia, rendendola redditizia, l’esportazione di cavalli da macello.

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  • Alessandro Poggi

    La pseudo-cultura Anglo-Sassone é quanto di più ipocrita possa esistere. Loro non
    ammettono i postriboli, per cui li vanno a creare a casa degli altri. Per anni, Cuba é stata l’isola del piacere, per Amerikani abbienti. I razzisti Sudafricani avevano Sun City, delocalizzata in altro territorio limitrofo. Quindi, per loro, allevare cavalli a scopo di macellazione, e venderli in altro paese, é un gioco da ragazzi. Col pelo sullo stomaco di un Amerikano, mi sono riempito un materasso…

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